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Cibo & Invecchiamento | Gli ingredienti del ben invecchiare

Al via, con il primo talk show, la kermesse 2015 di Pianeta Uomo, giunta alla sua terza edizione e dedicata nell’anno di Expo al rapporto tra cibo, stili di vita e sessualità maschile.

Guidati da Andrea Salonia – Urologo e Andrologo, Direttore dell’URI dell’Ospedale San Raffaele di Milano – e immersi nella piacevole atmosfera della White House di Corso Magenta 52, a Milano, i relatori hanno condotto il pubblico in un percorso ricco di curiosità e consigli utili per vivere e invecchiare bene.
L’invecchiamento è inevitabile e interessa tutte le specie, ma ci sono voluti 250mila anni perché la vita media dell’essere umano aumentasse di circa 25 anni. Dall’Ottocento, secolo cruciale per l’evoluzione delle scienze mediche e sanitarie, invece, l’aspettativa è andata aumentando di 1 anno ogni 5.
In Italia, va sicuramente ripensato il ‘patto generazionale’ che ha caratterizzato il XX secolo – ha affermato Nicola Ferrara, Presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria e Professore alla “Federico II” di Napoli – Secondo gli ultimi dati Eurostat, dopo la Germania, siamo uno dei Paesi più vecchi del mondo. Ma viviamo più a lungo e il trend demografico ci dice che circa 6 milioni di giovani devono preoccuparsi delle condizioni senili di 16 milioni di ultrasessantacinquenni. È un dato cruciale del quale tenere conto per pensare al futuro”.
Sono le malattie cronico-degenerative la vera epidemia del terzo millennio, infatti. Fino a poco tempo fa si pensava che la nostra salute dipendesse soprattutto da fattori genetici, ma studi clinici recenti hanno dimostrato che i 2/3 della qualità della nostra vita sono legati ad abitudini, ambiente e attività fisica svolta.

Quali, allora, le strategie migliori per invecchiare meglio?
Jeanne Calment – la persona più longeva di cui si abbia avuto notizia certa – ha vissuto i suoi 122 anni in modo estremamente attivo, tanto da cominciare a praticare la scherma a 85 anni; a 100 anni andava ancora in bicicletta e decise di smettere di fumare… anche se a 118 anni!
Il New England Journal of Medicine – una tra le più importanti riviste scientifiche – ha stilato la top ten dei fattori di rischio di morte, individuando principalmente in ipertensione, fumo (attivo e passivo), basso consumo di frutta e una dieta a basso contenuto di noci e semi vegetali, oltre che di Omega-3, le principali cause di malattia nei paesi occidentali.
Dario Giugliano, del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale della Seconda Università di Napoli, e Kathrine Esposito, ricercatrice in Scienze del Metabolismo e dell’Invecchiamento, hanno sottolineato i benefici del “mangia bene e stai bene”, conosciuto come Mediterraean way of life. La Dieta Mediterranea è un modo di mangiare semplice, frugale, che privilegia cibi sani, verdura e ortaggi, legumi e carni bianche, coronati dal principe della nostra tavola, l’olio extravergine d’oliva. Il “piatto mediterraneo” va bene per tutti: riduce il rischio cardiovascolare, l’insorgenza del cancro, migliora la funzione sessuale degli uomini (obesi, con disturbi di erezione) e delle donne (diabetiche, con disfunzione sessuale).

Attività fisica e alimentazione sana sono i veri toccasana per vivere più a lungo, dunque, ma anche la “filosofia del bere bene”, oltre che del ben mangiare ci aiuta a ragionare meglio. Come ci ha spiegato Massimo Donà, filosofo: “Fin dall’antichità, il vino è stato visto come un alimento ambivalente. In fondo, Dioniso è l’ultima divinità che fu accettata nell’Olimpo, perchè ritenuto bonario e inquietante, amato e temuto allo stesso tempo. Eppure, tutti i grandi filosofi hanno visto nel vino un elemento di riflessione, di relazione tra poli opposti. Come ci racconta Platone nelle pagine conclusive del ‘Simposio’, in cui il Socrate ritenuto un ubriacone, ma in realtà sempre lucidissimo, smaschera l’ebbro Alcibiade, che altrimenti non avrebbe mai detto ciò che pensava veramente”.
Nel vino dunque è la verità, anche la verità del proprio io. Esso produce un effetto liberatorio dalle strettoie della razionalità, l’apertura di un orizzonte oltre i limiti angusti dei tradizionali schemi logici. E anche la letteratura rende possibile parlare di salute e scienza in maniera romanzata.

Lo scrittore Andrea Vitali, in chiusura del talk, ha intrattenuto la platea con gustosi racconti legati alla sua lunga esperienza di medico di base, con aneddoti tratti dai suoi romanzi più celebri. La sua ‘Fiorella Vastità’ (fonte continua d’ispirazione, così chiamata per gli innumerevoli strafalcioni e per la mole fisica aumentata negli anni) ha strappato un sorriso a tutti, lasciando le facce proprio tra “il serio e l’aceto”!

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